TRANI (BA) - CHIESA S. TERESA

Costruttore

Nicola De Simone 1789

 


Lo strumento

Durante le operazioni di restauro dello strumento è stata rinvenuta sulla parete posteriore del basamento della cassa contenente i mantici, la scritta “oh opus fecit Nicolaus De Simone Bari Are vulgari 1789” a testimonianza della “paternità” del manufatto.

Nel corso degli anni lo strumento ha subito interventi di manutenzione non sempre rispettosi dell’ideale del costruttore; le canne più gravi di ogni registro sono state ricostruite tenendo poco conto della progressione dei diametri.

E’ probabile che in origine il corista fosse più basso dell’attuale, avendo riscontrato come alcune canne della Voce Umana, rinvenute in mezzo ad altri registri dopo il riordino sono risultate un po’ lunghe.

Trovandoci di fronte al problema se allungare tutte le canne o meno, si è optato per l’intervento meno invasivo, ovvero lasciare il corista rinvenuto allo smontaggio e far “crescere” alcune canne della Voce Umana praticando dei tagli alla sommità di quest’ultime senza asportare metallo.

La pedaliera è stata aggiunta in tempi più recenti; realizzata con materiale “povero” e di fattura scadente.

E’ probabile che in origine l’azionamento dei mantici avvenisse mediante l’impiego di funi e carrucole, e che solo in un secondo tempo tale meccanismo fu sostituito dall’applicazione di stanghe. Tale tesi è avvalorata dall’evidente interruzione della scritta operata dall’autore all’interno del basamento in corrispondenza delle due feritoie realizzate per lo scorrimento delle stanghe.

Scheda tecnica

Lo strumento, posto in cantoria sopra l’ingresso principale, è opera di Nicola De Simone di Bari che lo costruì nel 1789.

Il canneggio è racchiuso in cassa lignea con prospetto suddiviso in tre campate rispettivamente di 7-5-7 canne in lega di stagno disposte a cuspide con bocche allineate e labbro superiore “a mitria”.

La tastiera, con estensione Do1-Do5, ha 45 tasti (prima ottava in sesta), è realizzata in legno di faggio con diatonici ricoperti di legno di ulivo e cromatici placcati in osso. Oltre alla numerazione progressiva da 1 a 45, tutti i tasti sono contrassegnati col n°2;  sull’ultimo tasto la scritta  - Bari 1787 -.

La pedaliera, non originale,  del tipo “a leggio” con otto pedali in legno d’abete  è costantemente unita alla tastiera per mezzo di fettucce di cotone.

Il somiere, realizzato in legno noce, è del tipo “a tiro” con sette stecche per registro e 45 ventilabri triangolari in abete collegati alla tastiera per mezzo di tiranti in ottone e riduzioni in ferro forgiato, fulcrati con strangoli su tavola d’abete; nell’angolo basso a destra della tavola la scritta”Bari 1789” . Il crivello è costituito da un’unica tavola di legno.

Nel basamento della cassa sono alloggiati due mantici “a cuneo” con doghe in faggio guarnite in pelle di montone, azionabili manualmente per mezzo di stanghe fuoriuscenti sul retro. Un nuovo ventilatore, anch’esso alloggiato nel basamento dell’organo e corredato di apposita valvola dosatrice, fornisce aria senza interferire con il sistema di azionamento manuale.

Le canne maggiori, in legno di faggio, appartengono al Principale 8’ dal Do1 al Fa2 (le prime cinque sono tappate) e all’Ottava 4’ dal Do1 al La1.

Le 19 canne di prospetto, seguito del Principale 8’(estensione Fa#2 a Do4), sono state realizzate con alta percentuale di stagno, mentre quelle collocate all’interno dello strumento sono prevalentemente in piombo.

La pressione dell’aria è di 53 mm. in colonna d’acqua, il corista di 416 Hz ad una temperatura di 17° C.

Il temperamento che meglio si è adattato alla lunghezza delle canne è risultato essere il mesotonico di 1/6 di comma sintonico.

Descrizione

Una tastiera di 45 tasti
Pedaliera 8 pedali

 

 

Tavola registrazione a pomelli in bronzo

1. Principale            
2. Ottava            
3. Quntadecima            
4. Decimanona            
5. Vigesimaseconda            
6. Tiratutti per Ripieno            
7. Voce Umana            
8. Flauto in ottava            

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